19.11.04

di nuovo a casa

[on air: ed harcourt - strangers]

strana la vita, strano ritornare a questi lidi dopo aver navigato per molto tempo in mare aperto...lontano dal caldo della mia tana. sembra una rinascita...o forse un ricollegarsi ai pensieri di un tempo, i pensieri felici di un'estate che si stava spegnendo e una nuova esperienza mi si stava presentando come la migliore, la più opportuna. ora provo nostalgia per quei magnifici pensieri, per quegli attimi di spensieratezza, lontano dal freddo di questo novembre...perchè il gelo opprime e il caldo libera. strano che lo dica io dopotutto...proprio io che di estate e caldo ne farrei volentieri a meno...ma la verità è che questo novembre, e non parlo di ogni novembre passato e futuro, questo novembre mi sta portando rughe e capelli bianchi...troppi dispiaceri, troppi cambiamenti...una vita da solo, frequenti spostamenti, troppa letteratura, troppo fumo, troppo whisky, troppo calcio, troppo vaporetto, troppa pioggia, troppo tutto....veramente tutto...anche troppo jazz, e dire che non ne avrei mai abbastanza di trombe sgraziate e ritmi ossessivi ma leggeri...son vibranti come il mio umore, che sbalza di qua e di la del confine incontrollabile. è soprattutto un periodo di lunghe passeggiate e forti emozioni...tra piazza san marco, l'arsenale cantato da Dante e la riva degli schiavoni, quella che guarda ammiccante il lido scintillante, quella con il Danieli imbrattato, quella con le gondole e i vaporetti che fanno bella mostra di sè...una venezia sommersa, come me, in questi giorni lunghi e freddi...una venezia intricata e misteriosa, nera e grigia, ma anche splendente come la domenica mattina, le corse per andare al bar a prendere cappuccino e brioches calde, per sentirsi leggeri, per sentirsi bene, la prima fortunata del mattino. la leggerezza. poi le sere a bere vino smodatamente in attesa di una chanteuse vestita di nero che ti accolga da qualche parte nelle sue stanze...niente di allarmante ma tutto accade così in fretta che faccio fatica a rendermi conto di esser ormai un uomo e che le trentenni ormai non fanno più le indifferenti.