23.2.05

ricordi di un pomeriggio d'inverno

[on air: sixteen haiku and other stories + le campane di san polo]

a recollection of memories in tranquillity...o qualcosa del genere, atto semplice e gioioso che mi coinvolge spesso. mi fa sentire più uomo e meno bestia. ecco: sentire la melodia nella voce di quella ragazza schiva che mai mi aveva rivolto la parola. ripetere nella mia mente qui versi di thomas dybdahl che tanto mi piacciono o l'incipit di anna karenina. sapere che queste cose ci sono e le conosco e le potrò apprezzare finchè ne avrò la forza. la teoria della letteratura, le 900 pagine nello zaino, la voglia di cominciare, l'ansia di finire, il sentirsi attivi e partecipi della cultura dell'uomo; pensare che Eco e Jakobson hanno scritto perchè noi leggessimo e capissimo e continuassimo. l'incontro con saramago, solo posticipato. il profumo delle calli e delle cene sui piatti, dei ristoranti turistici e dell osterie della mala sorte. l'uomo troppo bello per sembrare vero. la ragazza del vaporetto e la sua dose di malinconia che compenserebbe quella di tutto il pianeta in festa. o il manuale di riflessologia nella borsa trasparente di una signora tanto simile a quella mia zia. le lezioni della sera, quando tutti sono stanchi e han voglia di tornare a casa. pensare se mangiare stasera e soprattutto cosa. aver voglia di fermarsi al bar per bere un caffè americano e proseguire con l'avventura di dostoevskij. passare del tempo inutile a fumare e aspettare che piovano stelle o capre o chissache. capire che tutto questo è quello che conta, non le lampade o i campi da calcio o i computers o le scopate del sabato sera.