cadessi, vorrei tu fossi lì
[on air : the czars - goodbye]
mi nasconderei abilmente tra la folla, con un telescopio per valutare uno scambio. comparerei ansia minore con un dolore migliore, attese più brevi con giorni più lunghi e cent'anni di nostalgia con le tue fotografie. quelle in cui sorridi e sembra che non ci pensi. i vestiti che si gonfiano sopra la carne che conosco bene, le trasparenze che mi risvegliano, le dita di trucco che non contano molto in verità. ma questa irriverenza è destinata a non durare. quanto l'indugiare sui tuoi particolari è un cancro che mi divora. avessi una lacrima da versare non esiterei a piangerla. sentirei che nasce piano e poi cresce, scende e lascia una scia di umida debolezza. poi la berrei, per non perdere anche l'orgoglio. cadrei nel sonno in un cuscino al solito asciutto e sognerei di te che sei lontana, tanto quanto tanto non descrive. e non vorrei svegliarmi, lo so, se dovessi scrivere ancora al condizionale, perchè l'indicativo è una realtà inaccettabile.




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