21.8.05

qualche gradino piu in su

sara che mi ritrovo a desiderare vette piu alte, sorrisi piu smaglianti e pose piu ricercate ma non riesco davvero a immaginare una sola persona dietro queste 4 ossa e un bicipite scolpito. dalle italiche notti risorge un fantasma, come un ombra avvolge e come un ombra leva la luce. ancora mi perdo e stento a calcolare i gradi della mia inclinazione a facilitarmi le cose. penso a lei tutto il giorno e quando e con me mi impegno a farla scappare. eppure i suoi capelli, le pose sul fiume, la voglia di sbagliare per riderci sopra e mostrare tutti i denti allineati e bianchi. non puo essere vero. le sue cosce tornite e la pelle bianca non mi lasciano mai a piedi, corro sempre dietro immagini che cambiano di tonalita. sempre le stesse. e dire che avrei parole e sillogismi quasi certi, equazioni e grafici a dimostrare il mio amore, la sua possibilita oggettiva, il colore del nostro futuro insieme. stento a credere che questo possa essere davvero io. questa e idiozia, nevralgesi con punte di schizofrenia. onnipotenza della scienza e delle pareti a sfondo chiaro, vi accolgo come madre che saluta il figlio soldato. poi non credo di saper far diversamente, i colloqui da punto e croce e la fabbrica di cioccolato hanno passato il confine della mia indifferenza e mi sento retrattile e violento, nervoso e pericoloso. sul punto di esp.lo.de.re.