6.5.05

apologia del vento

[ on air : kaki king - legs to make us longer ]

non è che ne avrebbe bisogno, in realtà il vento ha una giustificazione nel suo essere vento ben più notevole che qualche parola. ma il vento è soprattutto una metafora, un simbolo ricorrente che non andrebbe mai sottovalutato. per quanta poca importanza possa io stesso attribuire all'estremismo semiotico, il vento è pregno di significati, spesso anche antitetici, e la letteratura ne abusa. letteralmente. è una vergogna, letteratura, non dovresti abusare del vento. il vento contrasta con la pagina, ricordalo. il vento è per chi vive, non per chi legge. sollievo del bracciante e dell operaio, amico fraterno del navigante, padre dell'aquilone. caro vento sii clemente, ne ha uccisi più lui che il fuoco. sei il nostro dio, fonte di gioia e di angoscia. a te rivolgiamo parole di supplica, sembra che tu possa ascoltarci, e risponderci anche, con il tuo soffio costante eppure sempre nuovo. il vento non ha età, come non hanno età coloro che a lui si rivolgono con implorazioni, suppliche o amorevoli ringraziamenti. il vento è la linea azzurra della vita, quella che ci ha fatto sognatori e che cullerà le nostre ceneri come nello stesso sogno, il suo eterno scorrere.
anche lui si gettò dalla rupe nel tuo potente abbraccio e ne fu cullato per sempre, così diranno.