la coscienza dell'addio
[on air: sigur rós - takk...]
è atroce sentire la coscienza dell'addio farsi largo tra le pieghe del cuore, prendere il posto delle abitudini e dei sogni, delle sane illusioni e delle speranze. è logorante l'attesa che il pericolo diventi colpa, che la miseria si faccia cieca, che il corpo smetta di funzionare. è la serenità che svanisce, è la volontà che si fa debole e subisce la tempesta di un cuore inondato di lacrime. è la voglia di scappare, la forza di restare. è la tiepida, umida, molle consapevolezza della sua inevitabilità. è la rassegnazione della mente e la tenace lotta del mio amore. è un coccio di bottiglia sui piedi nudi, una lama orizzontale sulla pelle più sensibile. è un salto nel rancore, un passo verso una sensibilità nuova, la nostalgia che prende velocità e si schianta sul fertile terreno dei ricordi. è la tristezza profonda, incontrollabile e severa che esige attenzione e prepara al confronto con le altre cose della vita. è una logorrea di inutili pensieri, emozioni e sogni che uscendo non sono più candidi. è la perdizione di qualche ora, la sera che avanza sull'alba della mia devozione. è il canto della sirena che distrae in profondità e scuote tutte le membra da dentro. è la nuova serie di dipendenze che ammicca a minuti felici. è il rimpianto per ciò che volevo dire, per quello che volevo fare. è la noia che si stende come un velo sulla sabbia ancora bagnata dai tuoi umori notturni. è il preludio a un'assenza che si farà vuoto. è il feroce scorrere dell'acqua sulla pelle in una gabbia di sbarre e vetro, l'incapacità di sentire di nuovo calore. è la necessità di pensarti di nuovo nuda, vestita della tua bellezza e del tuo sorriso, con i capelli che scendono lungo le spalle e fanno da cornice alla magia del tuo viso. è il bisogno sottile di una sessualità latente. è la compassione, la voglia di non arrendersi che lotta con la mediocrità della sconfitta. è l'espressione più vera di tutte le cause perse. sei tu che torni a essere straniera, un angelo azzurro nel mio scuro cielo, una fonte di calore per ogni minuto di solitaria agonia, una memoria complessa da tenere accanto al cuore, la bellezza che dà pace, la dolcezza che dà sollievo. il mio primo, vero amore che se ne va.




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