la morte della nuvola che permise alla foca coi calzini di panna e sole di continuare a vivere
[on air : savoy grand - people and what they want]
pensavo di avere qualcosa da dirti, lentamente, soffocando nel tentativo di sembrare sincero. non pensavo, sognavo. che chiaramente tu non fossi reale, a volte non serve neppure farne menzione, va da sè, come si dice. e si dice che si dicano molte altre cose, questo è vero, ma molte di più si immagina di dirle e poi non lo si fa, perchè manca il coraggio, manca il fiato, manca qualcuno che le ascolti. dunque queste cose non nascono, restano nel limbo della creazione, poi si perdono tra i cunicoli della memoria, in attesa di ricevere nuovamente un ruolo attivo. mi piace pensare a quelle cose che non si muovono, non vengono affiancate da un verbo, non ricevono attenzione, non si trasformeranno probabilmente mai in parole, in particolare quelle che crescono nella consapevolezza di essere fuori luogo, meglio, fuori luogo lo sarebbero se ne avessero l'opportunità. quelle deviazioni del pensiero, collegamenti banali, ma del tutto fortuiti, tra esperienze reali e impossibilità materiali. la grandiosità del nostro pensiero che prende la rincorsa su un campo in fiore, scivola sui solchi e si scioglie in un cielo completamente azzurro, il cielo delle possibilità irreali. mi rammarico per tutto quello che la nostra coscienza non ci consente per vergogna, pudore, senso del sacro, ipocrisia. sento che ci sarebbero molte parole meritevoli di essere partorite da menti più disinibite, coscienze più sincere. l'inopportunità di lasciarsi andare, di immaginare ciò che non è, ma che subito prende forma, una forma importante, quella che gli consegniamo noi, dicono sia prerogativa dei folli, marchio di categoria. questo è quel che dicono. che meraviglioso imbarazzo degli occhi quando questi si semichiudono in una smorfia di incredulità e disapprovazione al cospetto di una coscienza non filtrata, una coscienza che irradia luce e colore. che splendore il riso che nasce, cresce e si spande creando scalpore, provocazione e scandalo quando non è conforme ma di nuovo puro, oltre la barricata della convenienza.
allora come quando mi sveglio da un sogno, qualunque sogno, ritorno triste e provo a sognare.




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